Campagna per la liberazione dei prigionieri palestinesi

Campagna per la liberazione dei prigionieri palestinesi - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Dichiarazione della campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e di tutti i prigionieri palestinesi

 

Tratto da ForumPalestina
Hanno prevalso i prigionieri palestinesi in sciopero della fame. Dopo lunghi negoziati tra le autorità di occupazione israeliana e Marwan Barghouthi e la leadership dello sciopero, è stato raggiunto un accordo e lo sciopero della fame è stato sospeso. Si tratta di un passo importante verso il pieno rispetto dei diritti dei prigionieri palestinesi secondo quanto previsto dalle norme internazionali. È anche un'indicazione della realtà dell'occupazione israeliana che non ha lasciato alcuna opzione ai prigionieri palestinesi, se non morire di fame essi stessi per poter ottenere i diritti fondamentali che sono loro dovuti secondo quanto prescritto dal diritto internazionale.

Lo sciopero della fame lanciato da oltre un migliaio di prigionieri palestinesi guidati da Marwan Barghouthi è durato 40 giorni, il che lo ha reso uno dei più grandi e più lunghi scioperi di massa della fame nella storia del movimento dei prigionieri palestinesi. Il suo obiettivo era di porre fine alle violazioni dei diritti dei prigionieri da parte di Israele. Le richieste includevano il diritto di avere visite e contatti con le famiglie, la fine delle torture e dei maltrattamenti durante l'arresto, l’interrogatorio, il trasferimento e la detenzione, la fine alla politica di isolamento che può durare per anni, la fine alla detenzione amministrativa senza accusa e senza processo, rinnovabile indefinitamente e il rispetto del diritto all'istruzione.

Il governo israeliano aveva annunciato che non avrebbe negoziato in alcun modo con i prigionieri palestinesi e aveva cercato di rompere lo sciopero della fame con la forza, anche attraverso aggressioni e misure punitive contro i prigionieri e il leader dello sciopero della fame, l’isolamento e la minaccia di intervenire con l'alimentazione forzata, che è considerata una forma di tortura. La resilienza epica, la determinazione dei prigionieri in sciopero della fame e il loro rifiuto di porre termine allo sciopero nonostante la repressione e le condizioni molto dure cui sono stati sottoposti ha permesso che la loro volontà prevalesse su quella dei carcerieri.

Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà con i prigionieri palestinesi e il popolo palestinese in questa importante battaglia nella lunga lotta per la libertà. Ringraziamo in particolare gli ex prigionieri politici del mondo, tra cui quelli del Sud Africa, dell’Irlanda e dell’Argentina che hanno espresso il loro sostegno incrollabile per i prigionieri palestinesi, perché sanno che la lotta palestinese è l'incarnazione della lotta per la libertà contro ogni forma di oppressione nel corso della storia.

Il popolo palestinese è una nazione tenuta prigioniera, e i prigionieri palestinesi sono il riflesso di questa dolorosa realtà. La loro situazione è l'esempio più eclatante di arresti arbitrari di massa che si siano mai verificati nella storia contemporanea con oltre 800.000 Palestinesi arrestati dal 1967, l'equivalente del 40% della popolazione maschile palestinese nei territori occupati.

Marwan Barghouthi ha detto il primo giorno dello sciopero della fame per la "Libertà e dignità"- "le nostre catene saranno rotte prima di quando pensiamo, poiché è nella natura umana rispondere al richiamo per la libertà, cosi quel che costi"-. La campagna internazionale per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi proseguirà i suoi sforzi senza sosta fino al raggiungimento della loro libertà e del popolo palestinese. Questa è l'unica strada verso la giustizia e la pace.

La campagna internazionale per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi è stata lanciata nel 2013 dalla cella di Nelson Mandela a Robben Island, dall’icona anti-Apartheid Ahmed Kathrada e da Fadwa Barghouthi, moglie di Marwan Barghouthi. La campagna, che ha il sostegno di 8 Premi Nobel, 120 governi, 15 ex presidenti e primi ministri, centinaia di parlamentari, artisti, intellettuali, organizzazioni e migliaia di cittadini, è una delle più ampie campagne internazionali per la libertà del popolo palestinese mai condotte. 

http://www.forumpalestina.org/

Attivista italiana della Campagna BDS espulsa da Israele  

Tratto da FORUMPALESTINA

: http://www.forumpalestina.org/news/2017/Maggio17/19-5-17_Attivista-Espulsa.htm 

 

 

 

Riportiamo qui di segito il resoconto dell'accaduto.

Lo scorso lunedi, 8 maggio, sono partita da Amman per il confine di Sheikh Hussein che si trova a nord della Giordania. Era mia intenzione varcare li' il confine per prendere poi un treno nella citta' vicina che mi avrebbe portato a Tel Aviv.

Non appena ho esibito il mio passaporto mi è stato subito chiesto come mai viaggiavo da sola e non in gruppo. Sono seguite domande sempre piu' pressanti che riguardavano le mie prenotazioni alberghiere, il percorso del mio viaggio, ecc. Ad un certo punto l'addetta si è rivolta al suo superiore il quale voleva che gli dicessi il nome ed il cognome nonche' il numero di telefono delle persone che conoscevo in Israele. Poiche' ripetevo di non conoscere nessuno mi hanno fatto aspettare nella sala d'arrivo. L'attesa e' durata 7 ore. Nella prima parte dell'attesa mi hanno piu' volte chiesto – in modo sempre piu' perentorio – i nomi di persone che conoscevo in Israele, poi mi hanno semplicemente informata che aspettavano la risposta dell'ufficio della Homeland Security. Arrivata la risposta mi hanno informato che non potevo entrare in Israele e che avrei dovuto aspettare di essere accompagnata all'autobus che mi avrebbe riportate al confine con la Giordania. Mi e' stato consegnato un foglio sul quale erano annotati i miei dati e la dichiarazione di divieto d'ingresso. La causa specificata era: l'immigrazione illegale. Quando ho chiesto loro quale fosse la ragione del divieto mi hanno detto che questo era dovuto alle mie attivita' contro lo stato d'Israele ed alle attivita' di boicottaggio contro Israele e l'esercito israeliano. Sul foglio, inoltre, si specificava che nel caso volessi rientrare in Israele avrei dovuto presentare in anticipo una domanda d'ingresso che verrebbe vagliata a seconda della situazione del momento.

Poco dopo mi hanno scortato all'autobus, una volta salita mi hanno riconsegnato il passaporto.

 

Nada Pretnar - Trieste

 

 

Rapporto ESCWA cancellato

Rapporto ESCWA cancellato - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Rapporto ESCWA cancellato: “Le prassi israeliane nei confronti del popolo palestinese e la questione dell’apartheid”

Il rapporto completo della Commissione ONU economica e sociale per l’Asia Occidentale (ESCWA) di Richard Falk e Virginia Tilley è stato rimosso dal sito web della Commissione delle Nazioni Unite (ESCWA).

La redazione di Zeitun ritiene molto importante tradurre e pubblicare almeno la sintesi del rapporto, che denuncia il regime di apartheid che Israele esercita contro il popolo palestinese sia all’interno dei propri confini che nei territori occupati, compresa Gerusalemme est.

Uno stralcio del "Compendio sintetico": Questo rapporto giunge alla conclusione che Israele ha stabilito un regime di apartheid che domina il popolo palestinese nel suo complesso. Consci della gravità di questa affermazione, gli autori del rapporto concludono che prove a disposizione dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che Israele è responsabile di politiche e prassi che configurano il crimine di apartheid, in base alla definizione giuridica contenuta nella legislazione internazionale......

.... continua a leggere cliccando sull'immagine

 

MAGGIO PALESTINESE. RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2017

MAGGIO PALESTINESE. RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2017 - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Prende avvio la RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2017dedicata alla Palestina:

MAGGIO PALESTINESE

Il primo dei 4 appuntamenti è lunedì 8 maggio alle ore 20.30al KNULP in via Madonna del Mare 7/a, Trieste con il film di Elia Suleiman, IL TEMPO CHE CI RIMANE, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

L'ingresso è con tessera FICC 2017.

E' una collaborazione di Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste con il Bar-Libreria Knulp, il gruppo Ibriq per la Cultura e la Causa Palestinese, Al Ard Doc Film Festival di Cagliari, l'Associazione Amicizia Sardegna-Palestina, il Circolo del Cinema Metropolis.

In allegato la locandina della rassegna con i dettagli.

Non mancate!

Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste

 

Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

 

Convegno del 10 ottobre 2015 "Il diritto contro la guerra.Aspetti giuridici della questione palestinese" Particolare focusLo sfruttamento economico dei territori occupati palestinesi.

Palestina - Il commercio dei prodotti dei territori occupati, aspetti di illegittimità. La relazione tenuta da Dario Rossi approfondisce il tema dello sfruttamento economico dei Territori Occupati Palestinesi ed in particolare: llegalità della produzione e della esportazione da parte di Israele dei prodotti provenienti da parte dei Territori Occupati Palestinesi.

 Leggere in allegato la relazione.

 Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

A proposito di Gaza e dell’assedio

A proposito di Gaza e dell’assedio - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Perché si permette che avvenga? “La scarsità di energia e la grave carenza di carburante a Gaza hanno danneggiato tutti gli aspetti della vita nella Striscia…”. Il rapporto ha messo in guardia su una “crisi incombente” nella sanità pubblica e nei settori dell’ambiente a causa della scarsità di energia... Cliccate e leggete su Infopal.it

Progetto EMAAR

Progetto EMAAR - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Grazie ai nostri sottoscrittori, abbiamo inoltrato 4.000 € per la campagna Ascoltare per farli udire. Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Triestr

Apartheid e pulizia etnica

Apartheid e pulizia etnica - Salaam Ragazzi dell'Olivo

1023 edifici demoliti dalle forze israeliane nel corso del 2016. Quds Press. Dati palestinesi ufficiali hanno riportato che le autorità israeliane hanno distrutto circa 1023 edifici palestinesi dall’inizio del 2016, in Cisgiordania e a Gerusalemme, programmando la distruzione di altri 657. Il centro per gli studi e la documentazione “Abd al-Hourany”, appartenente all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina-OLP, ha annunciato in un comunicato che l’occupazione ha distrutto 488 abitazioni e 535 altri edifici in Cisgiordania e a Gerusalemme. Di essi, 302 erano stati finanziati dagli enti donatori a sostegno della popolazione palestinese. "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"

Shuhada Street

Shuhada Street - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Firmate questo appello all’ONU per la riapertura di Shuhada Street! Per firmare la petizione andate a questo indirizzo: https://www.change.org/p/un-secretary-general-antónio-guterres-end-israeli-segregation-in-hebron-open-shuhada-street

Salaam Ragazzi dell'Olivo

Rassegna cinematografica 2017. 4 film e 2 aprofondimenti, uno storico e uno su Gaza. Vi aspettiamo! !!

Perché Israele corrode la democrazia occidentale

Perché Israele corrode la democrazia occidentale - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Il sonno della ragione genera mostri. Acquaforte di Francisco Goya (Foto di Archivio Pressenza) Un danno al Diritto Internazionale reiterato nel tempo e Il sequestro dei pacifisti a bordo della Zaytouna - Proviamo a dimostrare il danno indotto da Israele alle democrazie occidentali a partire dall’ultimo reato commesso in acque internazionali tre giorni fa, sequestrando la barca Zaytouna col suo “pericoloso” carico di 13 donne provenienti da diverse nazioni a regime democratico e costringendola, sotto minaccia armata, a cambiare rotta, obbligandola ad attraccare al porto israeliano di Ashdod. Le 13 donne, tra cui un Nobel, alcune parlamentari e un’atleta olimpionica avevano la chiara intenzione di ricordare al mondo che Israele assedia la Striscia di Gaza e, quindi, perpetra un reato di cui non è tenuto a rendere conto solo perché la complicità delle democrazie occidentali ha preso il posto della legalità internazionale......

SOSTENIAMO MOHAMMAD BAKRI

SOSTENIAMO MOHAMMAD BAKRI - Salaam Ragazzi dell'Olivo

"Cittadini, registi e artisti sono fortemente influenzati dagli attacchi contro la creazione artistica che esprimono opinioni sull'opposizione. Questa persecuzione ha gravi implicazioni per la libertà di espressione e diritti fondamentali in Israele. Sosteniamo il diritto di Mohammad Bakri per raccontare la storia dei residenti del campo profughi di Jenin attraverso i propri occhi ".

BDS ITALIA

BDS ITALIA - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Campagna di boicottaggio

Salaam Ragazzi dell'Olivo

di Cristina Micalusi Roma, 15 luglio 2016, Nena News – “La terra degli aranci tristi” è il titolo di una raccolta di racconti brevi di Ghassan Kanafani , dove, ancora una volta come in altri scritti, l’autore rievoca il doloroso distacco dalla propria terra e la frettolosa partenza su mezzi di fortuna. Tratto da Nena News

Pagano i malati il prezzo del blocco a Ga

Pagano i malati il prezzo del blocco a Ga - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Hamsa Abu Ajeen, medico all’ospedale di Al-Aqsa a Deir al-Balah, Striscia di Gaza, dove Jalal ha perso suo figlio, ha parlato della carenza di medicine come risultato del blocco imposto su Gaza, ormai quasi dieci anni fa. Il ministero della salute a Gaza lotta costantemente contro la mancanza di medicine e attrezzature mediche vitali. La mancanza di fondi è una diretta conseguenza dell’assedio che penalizza l’economia. Tratto da Infopal

Salaam Ragazzi dell'Olivo

A sostegno del Popolo Palestinese

Salaam Ragazzi dell'Olivo

8 modi per sostenere la Palestina attraverso il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele

Salaam Ragazzi dell'Olivo

Israele mette in prigione anche i bambini. Un'artista palestinese Rana Bishara ha creato quest'opera per dire NO a questa ennesima violazione del diritto internazionale e dei diritti umani

SENZA TROPPE PAROLE

SENZA TROPPE PAROLE - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Clicca sull'immagine per sfogliare il libro del vignettista palestinese Naji al-Ali.

Standing Against Apartheid

Standing Against Apartheid - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Tratto da http://www.endtheoccupation.org/ As the Israeli “matrix of control” tightened its grip on the occupied Palestinian territories, with peoples and land separated by the separation wall barriers, settler-only roads, and tunnels it became impossible to ignore the apartheid nature of Israel’s occupation. - See more at: http://www.endtheoccupation.org/section.php?id=198#sthash.4hz8l1Lo.dpuf

IL DIRITTO CONTRO LA GUERRA - Fausto Gianelli

IL DIRITTO CONTRO LA GUERRA - Fausto Gianelli - Salaam Ragazzi dell'Olivo

NENA NEWS – Near East News Agency

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GAZA. La scrittura come testimonianza. "We are not numbers" Storie di uomini e di donne che tentano di conferire alla propria vita tratti di normalità e scelgono una via alternativa all’annichilimento, alla mancanza di stimoli, all’inaridimento della vita sotto occupazione.

Salaam Ragazzi dell'Olivo

Forum Palestina

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L’Impero, l’Islam e la Guerra Permanente

L’Impero, l’Islam e la Guerra Permanente - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Di Angela Lano. L’Impero, i suoi condizionamenti profondi, l’Islam e la Guerra Permanente. I media sono, da sempre, una parte integrante di questo Sistema-Impero e ci condizionano fino alla radice del nostro pensare, inducendo comportamenti reattivi e compulsivi. L’Impero (nel senso di sistema economico-politico mondiale, governance globale) vince nel condizionarci a tutti i livelli, non solo in quello politico, economico, culturale, ma anche sociale e mediatico. Crea falsi miti, false alternative, false rivoluzioni, ecc., funzionali a se stesso e al suo potere, ma che lasciano ai popoli l’illusione di avere vie di fuga e di “riscrittura” della Storia... Clicca per il collegamento al link e leggere il seguito. fonte "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"

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